Giu 02 2008
Mimmo Paladino a Villa Pisani - VILLA PISANI - La Nazionale dal 01/06/2008 al 02/11/2008
Il Museo Nazionale di Villa Pisani ospita dal 1 giungo 2008 la mostra personale di Mimmo Paladino, iniziativa che inaugura un nuovo ciclo di eventi culturali promossi dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le Province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso, e organizzati da Munus S.p.A., società del gruppo ABM.
L’esposizione coinvolgerà la villa ed il parco, che costituiranno uno scenario prestigioso per le sculture e i dipinti del maestro campano, in uno straordinario percorso alla scoperta degli scorci più suggestivi di Villa Pisani tra il Salone del Tiepolo, le Scuderie, l’Orangerie, il Coffee House ed il magnifico Labirinto di siepi, uno tra i pochi ancora conservati in Europa.
L’artista ha progettato un itinerario di oltre settanta capolavori, dai famosi Dormienti ai Sette Scudi, dalla torre in terracotta alle statue in pietra esposte presso il MART di Rovereto, ai quali si aggiungeranno opere realizzate per l’occasione. Autore della celebre montagna di sale in Piazza del Plebiscito a Napoli, del mosaico per l’Ara Pacis a Roma e dell’installazione permanente presso l’Hortus Conclusus di Benevento, dove le sue opere si sposano in armonica contrapposizione con pezzi di colonne romane, di capitelli e di frontoni spezzati, nel corso della sua trentennale carriera Paladino ha elaborato un linguaggio di segni senza tempo, capaci di entrare in profonda relazione con il patrimonio artistico del passato. Cavalli dalle linee essenziali, figure umane in attesa, dettagli che rimandano a culture e contesti della più antica e profonda civiltà italica, costituiscono il lessico della sua opera, con la quale l’artista saprà esaltare l’atmosfera misteriosa e seducente del giardino barocco di Villa Pisani, che sarà coinvolto per oltre metà dei suoi
All’interno della Conserva degli Agrumi, presso l’Orangerie, troverà spazio la pittura, dove ai colori naturali della pietra e del bronzo si sostituisce l’uso dell’olio, che Paladino stende sulle sue tele nei toni più caldi, tra contrasti di oro e nero, arancio e rosso.
