Apr 07 2008

DA GUTTUSO AL DIO DEL TUONO SHANGO La collezione Meneghelli tra Italia e Africa a Mirano (Venezia) dal 29/03/08 al 31/05/08 Barchessa di Villa Giustinian Morosini

Published by gabriele at 14:44 under Notizie

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La mostra è dedicata alla raccolta di arte contemporanea e arte africana di Vittorio Meneghelli, imprenditore-collezionista nato a Mirano nel 1915 e che dal 1949 vive in Sudafrica. Figlio dell’omonimo docente di Economia e Commercio dell’Università di Venezia, nella storia del collezionismo italiano d’arte contemporanea il nome di Meneghelli occupa di diritto un posto da protagonista Lo scultore fu il tramite per la conoscenza dell’ambiente artistico veneziano di quegli anni, un ambiente particolarmente aperto e vivace per i nuovi linguaggi che, nonostante gli anni difficili della guerra, vi si sperimentavano, e che avrebbero dato luogo alla nascita della Nuova Secessione Artistica Italiana e quindi del Fronte Nuovo delle Arti. In pochi anni, partendo da una raccolta di disegni, le pareti di casa Meneghelli a Mirano, aperte alla convivialità e agli incontri, si riempiono di dipinti di Afro Basaldella, Renato Birolli, Giuseppe Santomaso, Armando Pizzinato, di vivacissimi schizzi di Emilio Vedova oltre che di tante testimonianze di altri artisti, sotto l’occhio acuto di critici come Giuseppe Marchiori e Umbro Apollonio, e di un nucleo straordinario composto da sette sculture da un folto gruppo di disegni di Alberto Viani. La sequenza storica delle quaranta opere in mostra si ferma idealmente al momento della sua partenza dall’Italia, nel 1949, ma la collezione continuò a crescere seguendo, seppure dalla lontana Africa, le vicende della contemporaneità, sia per l’arte italiana che per l’arte europea, affiancandosi in seguito a una nuova passione, quella per l’arte africana primitiva
A metà circa del XX secolo, inizia i suoi viaggi di ricerca di oggetti nei Paesi dell’Africa Nera, raccogliendo innumerevoli esemplari, alcuni di assoluta valenza qualitativa. In particolare, non si può fare a meno di citare due capolavori, splendide testimonianze di cultura della popolazione Yoruba (Nigeria), come il pilastro scolpito raffigurante una maternità, dal viso cosparso di bianco caolino in magnifico contrasto con il corpo bruno/nero, proveniente dal tempio dell’Orisa (divinità) Shango, il potente dio del tuono e della folgore, della città di Ibadan, Nigeria. Questo pilastro figura anche su una storica e rara immagine fotografica scattata in loco nel lontano 1910.
Della vasta collezione africana di Vittorio Meneghelli, vengono esposte qui circa un centinaio di opere di grande fascino tra cui, oltre a sculture e maschere, anche oggetti attinenti alla cultura materiale, quali: terracotte Zulu, tessuti e gioielli rari, comprese antiche perle in vetro (le conterie), “di ritorno” poiché provenienti in origine da Venezia, e usate poi nel corso di secoli come ambita merce di scambio in tutto il Continente Nero.
Un incontro tra due mondi e due differenti culture

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