Apr 01 2008
ORATORI NELLE VILLE DELLA RIVIERA DEL BRENTA
Gli Oratori erano una prerogativa di tutte le Ville venete nel ‘700, e la completezza delle funzioni liturgiche era data dall’aula con un altare e tabernacolo, una sacrestia con fonte battesimale, il lavamani ed un angolo confessionale, con l’aggiunta tardo seicentesca dello spazio privato per l’orazione della famiglia proprietaria.
Di questo luogo, l’unica informazione è un disegno di progetto per Oratorio a pianta ottagonale deltardo ‘600, nel quale è denominato “Oratoriero”, pertinente all’Orazione. Necessarie nei luoghi Sacrile acquasantiere, con le opere in marmo in genere, sono di pregevole fattura, diversissime tra loro,etestimoniano della grande capacità degli scalpellini fino al XI secolo, laddove non siano stateoggetto di furto. le Pale d’altare, elemento devozionale al titolo della chiesetta venivano usualmente commissionate a Maestri di bottega, mentre le pitture murali sono opera di maestranze locali portate più alla decorazione ed agli stucchi che alle figurazioni pittoriche.
I campanili a vela, un altro dei caratteri, sono costruiti in pietra d’ Istria od in mattoni intonacati, ed idealizzano in forma miniata le dimensioni della torre, comunemente a bifora o con due archetti in basso la campana, e sopra la campanella per l’appello alle funzioni.
L’apice della diffusione degli Oratori privati, anche in Riviera del Brenta, viene raggiunto nella prima metà del 1700, molto dopo che S.Filippo Neri istituisce la regola degli Oratori nel 1575.
Alla fondazione della Confraternita dei “preti degli Oratori”, creata dal Santo, si ordinano tre categorie di Oratori Pubblico, Semipubblico e Privato.
Nell’Oratorio di Villa si consente ai nobili e notabili di usufruire quotidianamente del Sacro in forma familiare, necessariamente con Indulto Papale al precetto della Messa quotidiana e con Indulto straordinario per tre Messe e per l’amministrazione dei Sacramenti, con decreto in forma di Bolla Pontificia. Gli Oratori delle Ville che aderiscono alla categoria di “privato”, riservano le funzioni esclusivamente ai familiari del proprietario, e sono quindi collocati all’ interno della residenza.
Sono invece “pubblici”, quando per scelta del richiedente vengono costruiti con la porta in strada per consentire il beneficio del Sacro anche ai passanti, oltre che agli insediati, e la porta sulla strada comune veniva aperta quotidianamente, con l’accesso impedito da una grata, che consentiva la preghiera dall’esterno negli orari in cui non si svolgeva l’orazione collettiva.
Tra il 1601 al 1658, nei verbali di visita di Giorgio e Marco Cornaro, Vescovi di Padova, sono citati solo 13 Oratori in tutto il territorio del Brenta da Stra a Dolo.
Nel 1690 il Cardinale Gregorio Barbarigo, nello stesso territorio, ne benedice 38, nel 1748 il Cardinal Rezzonico ne visita 42, e nel 1778 Monsignor Manfredini impartisce severe prescrizioni a 55 Oratori.
ITINERARIO DEGLI ORATORI DELLE VILLE VENETE
Un nuovo percorso nella Storia locale, nel Paesaggio e nell’Architettura , che costituisce l’ultima fase di un più ampio progetto dell’Associazione Culturale “
Gli Oratori visibili dalla strada lungo l’asta del Brenta sono 22, contrassegnati da Targhe segnaletiche che ne illustrano storia e particolarità e inseriti in tre Itinerari consigliati’