Gen
20
2008
Il parco di Villa Pisani occupa un’ansa del Brenta di dieci ettari di superficie e con un perimetro di 1500 m, completamente cintato da un muro a finto bugnato, in cui si aprono una serie di finestre e due grandi portali. La parte riguardante le architetture è rimasta immutata nel tempo, mentre quella riguardante il giardino ha subito più volte delle trasformazioni.La villa è famosa soprattutto per il parco nel quale appaiono fantasie architettoniche di fontane, di cancellate, di portali di inesauribili trovate come il celebre labirinto.Nonostante lo sviluppo attuale della vegetazione, l’impianto geometrico settecentesco è ancora evidente. Il parco, infatti, viene considerato “ la Versailles del Brenta” sia per la sua estensione sia per le norme classiche di regolarità e geometria che lo contraddistinguono. In alcuni settori del parco i tigli, i platani, i faggi e i carpini vengono lasciati crescere liberamente e sono sistemati in armonia con le numerose statue, secondo la nuova moda della prima metà dell’Ottocento del giardino all’inglese. Il settore del parco maggiormente decorato è il settore est, dove si trovano il labirinto, la galleria di glicini, la casa del giardiniere, l’esedra e, su una collinetta, la Coffe House; ma l’edificio più scenografico del giardino è la monumentale scuderia. Il labirinto vegetale è costituito da un insieme di passaggi disposti in modo da intersecarsi capricciosamente per rendere difficile l’orizzontarsi, spesso formato da siepi ed usato come elemento decorativo di parchi e giardini.In origine il labirinto vegetale non era spiegabile come semplice arricchimento ornamentale del giardino, ma aveva un significato magico e simbolico; alludeva alla ricerca di sé come ad un’avventura durante la quale era possibile smarrirsi; rappresentava, inoltre, l’espressione del supremo governo dell’Uomo sulla Natura.Esso era presente in Francia nel tardo Medioevo ma si affermerà in Italia solo a partire dal 1550 e il 1650 assumendo una tipologia definita “labirinto d’ amore”, che è poi quella di Stra.Trattati, dipinti e descrizioni letterarie parlano e testimoniano di labirinti in tutto il 1500 e nei secoli successivi.Il labirinto vegetale può essere di due tipi: uno a percorso obbligato e uno ad opzioni. Nel primo la via da percorrere è una sola che, sebbene lunga e tortuosa, conduce sempre al centro. Nel secondo sono diversi i percorsi possibili ma uno solo, del tutto casuale, conduce al centro; chi lo percorre, quindi, deve scegliere se dirigersi a destra o a sinistra, inoltrandosi in sentieri a fondo cieco che creano angoli d’intimità.
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