Gen 20 2008
VIAGGIATORI, ARTISTI E POTENTI NELLE VILLE DEL BRENTA
Molti illustri personaggi hanno soggiornato nelle dimore costruite lungo le rive del naviglio Brenta: dai veneziani Carlo Goldoni,
Pochi saranno gli stranieri, anche da noi lontani, - annota Carlo Goldoni nella prefazione al Prodigo, una delle sue commedie dedicate agli agi e ai dispendi della villeggiatura - che non sappiano essere la nostra Brenta un delizioso fiume, che guida dalle lagune alla città di Padova.
Il conversare nel giardino dell’arcadia di Sagredo tra «motti arguti, detti faceti, novelle spiritose, canzonette, madrigali», si ripropone in panni completamente mutati nell’Arcadia in Brenta, opera giocosa per musica, ove Goldoni colloca il gioco della commedia all’improvviso con la simulazione degli Amorosi, del Pulcinella, di Colombina e Pantalone, mentre i borghesi imitano il fasto nobiliare e decretano la celebre produzione dedicata alla villeggiatura - e al suo dispendio - è soprattutto la poesia d’occasione a rivelare il legame profondo, istituzionale nel costume veneto di mezzo Settecento.
Alla «…barca da Padoa, o sia Burchiello, / che va via per
Gasparo e Carlo Gozzi, Giacomo Casanova, Francesco Algarotti, Carlo Rezzonico divenuto in seguito Clemente XIII - per citare solo alcuni «indigeni» del XVIII secolo - alla innumerevole schiera di viaggiatori forestieri.
Pietro Aretino, lasciata una Roma ormai piena di nemici per lui, si recò a Venezia - dove morì nel 1556 - e fu spesso ospite nelle ville dei suoi ricchi protettori.
Enrico III, che fu per pochi mesi re di Polonia, passò per il naviglio con gran seguito nel 1574, mentre era in viaggio verso
Galileo Galilei stesso soggiornò a villa Sagredo (Vigonovo). Per Palazzo Foscarini (Mira) sicuramente dovette passare Anna Arundel Surrey, moglie di lord Thomas Arundel uomo di stato inglese, la cui amicizia costò la vita ad Antonio Foscarini nel 1622, quando il nobiluomo venne accusato di aver tradito Venezia rivelando segreti politici all’Inghilterra.
Michel De Montaigne nel 1580 fu ospitato a villa Contarini dei Leoni, dove abitò anche, qualche secolo più tardi (1817), Lord George Byron.
Charles De Brosses, letterato ed archeologo in viaggio in Italia tra il 1 739-40, lascia la testimonianza del suo passaggio per la campagna lungo il Brenta nelle sue memorie.
Gabriele D’Annunzio ne «Il Fuoco» parla della laguna, dei parchi lungo il fiume e del labirinto di villa Pisani
….. la vera poesia del romanzo è nelle parti malinconiche, elegiache e idilliche: i paesaggi ed episodi che commentano quella malinconia, quella disperazione e quella grazia, il sole di novembre, la laguna, le statue sul Brenta, san Francesco, il labirinto di Strà, la fondamenta di Murano.
…….Le ruote scorrevano scorrevano, nella strada bianca, lungo gli argini della Brenta. Il fiume, magnifico e glorioso nei sonetti degli abati cicisbei quando per la sua corrente scendevano i burchielli pieni di musiche e di piaceri, aveva ora l’aspetto umile d’un canale ove guazzavano le anitre verdazzurre in frotte. Per la pianura bassa e irrigua i campi fumigavano, le piante si spogliavano, il fogliame marciva nell’umidità delle zolle. Il lento vapor d’oro fluttuava su una immensa decomposizione vegetale che sembrava toccare anche le pietre le mura le case e disfarle come le frondi. Dalla Foscara alla Barbariga le ville patrizie - ove la vita dalle vene pallide, avvelenata delicatamente dai belletti e dagli odori, s’era spenta in languidi giochi sopra un neo……………….
La famiglia Savoia soggiornò qui a più riprese tra 1866 e il 1882, qui infine si incontrarono Benito Mussolini e Adolf Hitler nel 1924.