Archive for Gennaio, 2008

Gen 24 2008

VILLE VENETE A TREVISO “Strada dell’Architettura”

Published by patrizia under Notizie

 Nella parte occidentale della Marca si concentra “La Strada dell’Architettura”, un armonioso insieme di chiese, ville e palazzi, borghi, architetture moderne ed industriali che, attraverso un suggestivo itinerario ricoprono quasi mille anni di storia, rievocando nomi prestigiosi quali il Palladio, il Veronese, il Vittoria, il Canova.

VILLA MANFRIN
Villa costruita tra il 1775 ed il 1783 dall’architetto G. Antonio Selva. L’edificio principale è a tre piani con frontone centrale. All’interno vi sono alcune stanze decorate con stucchi. Le ampie barchesse, disposte perpendicolarmente alla facciata posteriore, inquadrano una bella peschiera e conservano alcune interessanti formelle in cotto. Il grande parco è aperto al pubblico, mentre la villa ora è sede di un comando militare.

Ubicazione: Treviso - Loc. S.Artemio - Viale Felissent 54

L’ingresso al parco è libero.

VILLA AVOGADRO DEGLI AZZONI
Fu eretta verso la metà del ‘500 dai Conti di Onigo, sulla sponda del fiume Melma. L’edificio è a pianta quadrata con un’ampia gradinata che sale dal giardino alla loggia. I soffitti del primo piano sono tutti alla sansovina; il secondo ha un salone con alto soffitto a vela, decorato da busti di imperatori romani. Il giardino ed il parco sono popolati di statue e con una bella fontana di marmo del ‘500.

Ubicazione: Silea - Loc. Lanzago - Via Callalta 106/108

Visitabile solo all’esterno.

VILLA PASSI
E’ stata costruita al principio del XVII secolo in stile barocco veneziano ed è appartenuta alla famiglia patrizia veneziana dei Tiepolo. Ha sei poggioli all’ultimo piano e sul tetto un timpano con arco; all’interno soffitti alla Sansovina e stucchi del settecento.

Ubicazione: Carbonera - Loc. Vascon - Via Brigata Marche 26

Visitabile solo all’esterno.

VILLA ALBRIZZI  - FRANCHETTI
Il complesso si articola in un corpo principale di origine seicentesca, ristrutturato nel ‘700, ed è formato da due ampie barchesse con colonnati e frontone di tipo palladiano, poste simmetricamente ai lati. Le barchesse sono opera dell’architetto Pagnossin mentre gli stucchi ed i bassorilievi in gesso all’interno della villa sono del Canova. E’ celebre per aver ospitato Pindemonte, Foscolo, Byron e lo stesso Canova quando proprietaria era Isabella Teotochi Albrizzi.

Ubicazione: Preganziol - Loc. S.Trovaso - Via Terraglio 203

Visitabile previa richiesta all’Amministrazione Provinciale

VILLA PALAZZI  - TAVERNA

Villa celebre soprattutto per il suo parco ricco di alberi antichi e di pregio. L’architetto Negrin ne disegnò il giardino e Van Den Borre, venuto dal Belgio, vi profuse la sua conoscenza e la sua opera. La costruzione ha subito demolizioni e successivi restauri. Al suo interno tuttavia si trovano stucchi del ‘700 in tre saloni e due affreschi su tela.

Ubicazione: Preganziol - Via Terraglio 287

Visibile solo all’esterno

VILLA VALIER – LOREDAN
Il fabbricato è di struttura imponente e risale al secolo XVII, con parte della facciata centrale in stile neo classico. Il grande salone interno, comprendente due piani, ha pareti affrescate da Niccolò Bambini.

Ubicazione: Carbonera - Loc. Vascon - Via Valler 30

Visitabile solo all’esterno

VILLA DE REALI

E’ stata costruita sui resti di una abbazia Benedettina dal barone de Berlendis nel secolo XVIII. Lo stile del corpo centrale è barocco veneziano, con timpano sulla facciata. Molto bello il vasto parco romantico all’inglese. Annesse al corpo centrale grandi barchesse con scuderie.

Ubicazione: Casier - Loc. Dosson - Piazza G. Marconi 20

Visitabile solo all’esterno

CA’ ZENOBIO
Costruzione della fine del XVI secolo, a tre piani, rimaneggiata nel XVIII. Il corpo centrale è a trifore sovrapposte, il secondo piano è ricavato fra colonne e pilastri ionici. La barchessa del XVII secolo ha loggiato ad arcate e mascheroni di pietra in chiave. Il parco molto ampio è ricco di statue e di piante secolari.

Ubicazione: Treviso - Via S.Bona 126

Visitabile solo all’esterno.

VILLA MINELLI
Grandiosa costruzione di mole cubica preceduta da bei cancelli di ingresso. Costruita ai primi del ‘600, è un articolato complesso di edifici comprendenti: il corpo residenziale, con grande balcone centrale a trifora e all’interno affreschi e travature dipinte; la chiesetta; un’adiacenza con sale da gioco affrescate; una grande barchessa porticata, dalle eleganti linee architettoniche.

Ubicazione: Ponzano Veneto -  Via Villa Minelli 24

Visitabile solo all’esterno.

CASA QUAGLIA
Piccola costruzione ogivale della fine del XV secolo, è uno dei più notevoli esempi nel trevigiano di piccola ma signorile villa rustica del periodo tardo-gotico. L’interesse maggiore va oggi agli affreschi superstiti: tra gli archi del portico pallidi resti di scene cavalleresche tratte dal “Roman de Renard”, che documentano anche in periodo tardo la diffusione della cultura francese nel trevigiano.

Ubicazione: Paese -  Via Roma 105

Visitabile solo all’esterno.

VILLA LATTES
Questa semplice ed armoniosa costruzione, uno dei più begli esempi di piccola villa veneta, fu commissionata intorno al 1715 dal nobile veneziano Paolo Tamagnino al nipote architetto Giorgio Massari. Magnificamente arredata e ricca di collezioni d’arte, soprattutto orientale, con pezzi rarissimi di quadri, orologi e carillons.

Ubicazione:Istrana-Via Nazario Sauro 50

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Gen 20 2008

VILLA PISANI ,IL PARCO E IL LABIRINTO VEGETALE

Published by gabriele under Notizie

villa-pisani.jpgIl parco di Villa Pisani occupa un’ansa del Brenta di dieci ettari di superficie e con un perimetro di 1500 m, completamente cintato da un muro a finto bugnato, in cui si aprono una serie di finestre e due grandi portali. La parte riguardante le architetture è rimasta immutata nel tempo, mentre quella riguardante il giardino ha subito più volte delle trasformazioni.La villa è famosa soprattutto per il parco nel quale appaiono fantasie architettoniche di fontane, di cancellate, di portali di inesauribili trovate come il celebre labirinto.Nonostante lo sviluppo attuale della vegetazione, l’impianto geometrico settecentesco è ancora evidente. Il parco, infatti, viene considerato “ la Versailles del Brenta” sia per la sua estensione sia per le norme classiche di regolarità e geometria che lo contraddistinguono. In alcuni settori del parco i tigli, i platani, i faggi e i carpini vengono lasciati crescere liberamente e sono sistemati in armonia con le numerose statue, secondo la nuova moda della prima metà dell’Ottocento del giardino all’inglese. Il settore del parco maggiormente decorato è il settore est, dove si trovano il labirinto, la  galleria di glicini, la casa del giardiniere, l’esedra e, su una collinetta, la Coffe House; ma l’edificio  più scenografico del giardino è la monumentale scuderia.   Il labirinto vegetale è costituito da un insieme di passaggi disposti in modo da intersecarsi capricciosamente per rendere difficile l’orizzontarsi, spesso formato da siepi ed usato come elemento decorativo di parchi e giardini.In origine il labirinto vegetale non era spiegabile come semplice arricchimento ornamentale del giardino, ma aveva un significato magico e simbolico; alludeva alla ricerca di sé come ad un’avventura durante la quale era possibile smarrirsi; rappresentava, inoltre, l’espressione del supremo governo dell’Uomo sulla Natura.Esso era presente in Francia nel tardo Medioevo ma si affermerà in Italia solo a partire dal 1550 e il 1650 assumendo una tipologia definita “labirinto d’ amore”, che è poi quella di Stra.Trattati, dipinti e descrizioni letterarie parlano e testimoniano di labirinti in tutto il 1500 e nei secoli successivi.Il labirinto vegetale può essere di due tipi: uno a percorso obbligato e uno ad opzioni. Nel primo la via da percorrere è una sola che, sebbene lunga e tortuosa, conduce sempre al centro. Nel secondo sono diversi i percorsi possibili ma uno solo, del tutto casuale, conduce al centro; chi lo percorre, quindi, deve scegliere se dirigersi a destra o a sinistra, inoltrandosi in sentieri a fondo cieco che creano angoli d’intimità.

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Gen 20 2008

VIAGGIATORI, ARTISTI E POTENTI NELLE VILLE DEL BRENTA

Published by gabriele under Notizie

Molti illustri personaggi hanno soggiornato nelle dimore costruite lungo le rive del naviglio Brenta: dai veneziani Carlo Goldoni,

Pochi saranno gli stranieri, anche da noi lontani, - annota Carlo Goldoni nella prefazione al Prodigo, una delle sue commedie dedicate agli agi e ai dispendi della villeggiatura - che non sappiano essere la nostra Brenta un delizioso fiume, che guida dalle lagune alla città di Padova.
Il conversare nel giardino dell’arcadia di Sagredo tra «motti arguti, detti faceti, novelle spiritose, canzonette, madrigali», si ripropone in panni completamente mutati nell’Arcadia in Brenta, opera giocosa per musica, ove Goldoni colloca il gioco della commedia all’improvviso con la simulazione degli Amorosi, del Pulcinella, di Colombina e Pantalone, mentre i borghesi imitano il fasto nobiliare e decretano la celebre produzione dedicata alla villeggiatura - e al suo dispendio - è soprattutto la poesia d’occasione a rivelare il legame profondo, istituzionale nel costume veneto di mezzo Settecento.
Alla «…barca da Padoa, o sia Burchiello, / che va via per la Brenta ogni mattina…» sono dedicate, ad esempio, le stanze veneziane composte da Goldoni nel 1756 per il matrimonio di Alvise Priuli e Lucrezia Manin, amanti della villeggiatura sulla Brenta e implicati nell’impresa della compagnia comica dei nobili villeggianti che si raccoglieva a recitar commedie dell’arte in quel di Bagnoli nella villa di Lodovico Widmann

 Gasparo e Carlo Gozzi, Giacomo Casanova, Francesco Algarotti, Carlo Rezzonico divenuto in seguito Clemente XIII - per citare solo alcuni «indigeni» del XVIII secolo - alla innumerevole schiera di viaggiatori forestieri.
Pietro Aretino, lasciata una Roma ormai piena di nemici per lui, si recò a Venezia - dove morì nel 1556 - e fu spesso ospite nelle ville dei suoi ricchi protettori.
Enrico III, che fu per pochi mesi re di Polonia, passò per il naviglio con gran seguito nel 1574, mentre era in viaggio verso la Francia per succedere a Carlo IX.
Galileo Galilei stesso soggiornò a villa Sagredo (Vigonovo). Per Palazzo Foscarini (Mira) sicuramente dovette passare Anna Arundel Surrey, moglie di lord Thomas Arundel uomo di stato inglese, la cui amicizia costò la vita ad Antonio Foscarini nel 1622, quando il nobiluomo venne accusato di aver tradito Venezia rivelando segreti politici all’Inghilterra.
Michel De Montaigne nel 1580 fu ospitato a villa Contarini dei Leoni, dove abitò anche, qualche secolo più tardi (1817), Lord George Byron.
Charles De Brosses, letterato ed archeologo in viaggio in Italia tra il 1 739-40, lascia la testimonianza del suo passaggio per la campagna lungo il Brenta nelle sue memorie.
Gabriele D’Annunzio ne «Il Fuoco» parla della laguna, dei parchi lungo il fiume e del labirinto di villa Pisani

 ….. la vera poesia del romanzo è nelle parti malinconiche, elegiache e idilliche: i paesaggi ed episodi che commentano quella malinconia, quella disperazione e quella grazia, il sole di novembre, la laguna, le statue sul Brenta, san Francesco, il labirinto di Strà, la fondamenta di Murano.
…….Le ruote scorrevano scorrevano, nella strada bianca, lungo gli argini della Brenta.  Il fiume, magnifico e glorioso nei sonetti degli abati cicisbei quando per la sua corrente scendevano i burchielli pieni di musiche e di piaceri, aveva ora l’aspetto umile d’un canale ove guazzavano le anitre verdazzurre in frotte.  Per la pianura bassa e irrigua i campi fumigavano, le piante si spogliavano, il fogliame marciva nell’umidità delle zolle.  Il lento vapor d’oro fluttuava su una immensa decomposizione vegetale che sembrava toccare anche le pietre le mura le case e disfarle come le frondi.  Dalla Foscara alla Barbariga le ville patrizie - ove la vita dalle vene pallide, avvelenata delicatamente dai belletti
e dagli odori, s’era spenta in languidi giochi sopra un neo……………….
La storia di villa Pisani a Strà si rivela particolarmente ricca di illustri presenze: nel 1782 vi furono i Conti del Nord, vale a dire Paolo Petrowitz erede al trono di tutte le Russie e Maria Teodorovna di Russia; poi re Gustavo III di Svezia (1746-1792) quello del «Ballo in Maschera» di Verdi. Fu proprietà della Corona d’Austria, nel 1790 vi fu l’arciduchessa Maria Elisabetta. Napoleone Bonaparte la acquistò nel 1807 per passarla poi al cognato Eugenio Beauharnals.
La famiglia Savoia soggiornò qui a più riprese tra 1866 e il 1882, qui infine si incontrarono Benito Mussolini e Adolf Hitler nel 1924.
La Riviera del Brenta, piena di “amore di campagna” della nobiltà veneziana - originale prolungamento del canal Grande - ha un suo parallelo artistico e culturale nel terraglio, storica strada che unisce la città di Treviso.

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Gen 20 2008

VICENZA E LE VILLE DEL PALLADIO

Published by gabriele under Notizie

Nel 1994 Vicenza è stata inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco grazie alla costellazione di ville storiche venete che si possono trovare nella sua provincia.

Andrea di Pietro della Gondola detto Palladio, uno dei più importanti architetti italiani del ‘500 nonché il più importante della Repubblica di Venezia, riuscì con le sue costruzioni a modificare l’aspetto di tutto il territorio vicentino progettando chiese, ville e palazzi nel cosiddetto “stile palladiano”, che aderisce ai principi classico-romani, in contrapposizione ai ricchi ornamenti rinascimentali.

 

VILLA ALMERICO CAPRA DETTA LA ROTONDA: E’ senza dubbio l’opera palladiana più famosa ed il più celebre edificio della storia dell’architettura dell’epoca moderna. La villa, che sorge sopra un colle all’inizio della Riviera Berica, venne iniziata nel 1566 per volontà di Paolo Almerico ed alla morte di Palladio (1580) passò a diversi committenti che ne modificarono il progetto iniziale. Il figlio di Almerico, Virginio Bartolomeo fu costretto per cause economiche a vendere la villa ai fratelli Capra i quali videro terminare i lavori intorno al 1663 con la decorazione interna ad affresco e la costruzione della cappella gentilizia.

Il nomignolo “la Rotonda” deriva dalla sala centrale circolare, sicuramente il luogo più apprezzato della villa, che si sviluppa in altezza fino alla cupola decorata da affreschi riguardanti la vita religiosa e le sue Virtù.

Dagli inizi del ventesimo secolo la Villa appartiene alla famiglia Valmarana che si occupa delle continue opere di manutenzione al fine di preservare quest’opera spettacolare per le generazioni future.

  

VILLA GODI MALINVERNI: Costruita da Palladio nel 1540, questa Villa si trova a Lugo di Vicenza ed è sicuramente una delle prime costruzioni del famoso architetto.

Accuratamente affrescata da Zelotti, del Moro e Padovano, venne acquistata in stato di degrado nel 1962 dal Prof. Remo Malinverni il quale dedicò molti anni alla cura e ristrutturazione dell’edificio.

  

VILLA VALMARANA “AI NANI”: Questa secentesca villa, composta da tre fabbricati ed un grande parco d’epoca, è un progetto di Francesco Mattoni. E’ resa famosa per gli splendidi interni affrescati da Giambattista Tiepolo e dagli affreschi del figlio Giandomenico nella Foresteria.

La villa prende il nome dalle statue in pietra di 17 nani,prima sparse per il parco ed ora tutte disposte lungo le mura che circondano la proprietà.

La villa è tutt’ora abitata dalla famiglia Valmarana che apre le porte della Villa per visite durante tutto l’anno con orari diversi a seconda della stagione.

 

Maggiori informazioni si possono richiedere all’Ufficio di Informazione e di Assistenza Turistica della Provincia di Vicenza:
Piazza dei Signori, 8 - 36100 VICENZA
Tel.  0444/544122  - Fax. 0444/325001
sito web:
www.vicenzae.org
e-mail: info@vicenzae.org

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Gen 18 2008

MIRANO – PROFILO STORICO

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villa_morosini_over.jpgAl tempo dei Romani, la città di Mirano (all’ora chiamata “Miranum”) era sotto la giurisdizione di Padova, una delle città più prosperose e fiorenti dell’Impero Romano.

Il territorio del Miranese vanta una vastissima ed ancora ben conservata area di “centuriazione” romana, ovvero il sistema romano di suddivisione del territorio con strade che si incontrano formando angoli retti. L’area centuriata era delimitata a ovest dal fiume Brenta, a nord-est dal fiume Muson e probabilmente arrivava fino alla città di Mestre.

Molte strade del Miranese tutt’ora portano il loro antico nome Romano o derivati di esso, come “via Desman” (da decumanus) esempio di traduzione Veneta di una parola che nell’Impero Romano voleva indicare le strade che correvano da est a ovest.

 

Con la caduta dell’Impero Romano, Mirano passò sotto la potestà di una lunga serie di famiglie nobili, che si alternarono alla giurisdizione di Padova, la quale costruì in difesa del paese in continuo assedio, un castello.

 

Mirano nei primi anni del ‘400 cadde in mano alle milizie veneziane ed in seguito fù dominio della Repubblica di San Marco, fino al suo crollo nel 1797.

Durante il dominio veneziano il Comune di Mirano trascorse un periodo di pace e splendore: iniziarono così ad espandersi le Ville aristocratiche, le case padronali e rurali. Venne costruito il Taglio, ovvero il canale che collegò il Muson al Brenta, e che favorì notevolmente lo sviluppo industriale e commerciale soprattutto nell’’800.

Il centro di Mirano subì nel tempo diverse modifiche per  poi infine creare la piazza per la passeggiata borghese e la statua in onore a Vittorio Emanuele II.

 

ITINERARIO TURISTICO :

 

La visita turistica di Mirano ha inizio nella Piazza Martiri della Libertà, cuore del paese circondato da antichi edifici appartenenti al 18° e 19° secolo, come la Villa Corner-Renier, ora sede municipale.

Proprio ai piedi della piazza sorge il cinquecentesco duomo dedicato a San Michele Arcangelo, il quale ospita la famosa pala del “Miracolo di Sant’Antonio che riattacca il piede” di Giambattista Tiepolo, oltre al soffitto affrescato  raffigurante il “giudizio Universale” di Giovanni de Min.

Proseguendo dalla piazza verso est, percorrendo via Barche, si arriva alla mole dei Molini di Sotto, opificio ottocentesco con ai suoi piedi il bacino formato dal fiume Muson, antico scalo dei commerci veneziani.

Sempre nelle vicinanze della piazza si trovano anche le entarate ai parchi pubblici. Polmone verde del paese di circa 5 ettari che segue il corso del fiume Muson.

villa_belvedere_grande.jpgI parchi ospitano la Villa Belvedere (ora sede di uffici comunali), la seicentesca Villa Morosini (ex biblioteca comunale)con le sue due barchesse (sedi di mostre ed eventi culturale) e il Castelletto con le sue grotte.

Il Castelletto del parco appartiene alla seconda metà dell’800 e venne costruito dal nobile veneziano Barzizza con gusto tardo romantico delle finte rovine. Il Castelletto nasconde sotto di sé un’articolata grotta che comunica con la Villa attraverso dei cunicoli che successivamente vennero murati.Ai piedi del Castelletto nasce un lago artificiale alimentato dalle acque del Muson e che un tempo faceva muovere i Molini di Sopra, ora sede di un rinomato ristorante.

Numerose sono le ville nel territorio miranese, per lo più private come Villa Giustinian, VillaVan Axel, Villa Taccioli, VillaQuerini – Magno, Villa Zinelli, Villa Heinzelmann – Donà delle Rose, Villa Cabrini e la famosa villa dei Tiepolo a Zianigo, frazione di Mirano a circa 1 km dal centro.

La villa dei Tiepolo costruita nel 1688, ora privata, divenne nel 1757 dimora del pittore Giambattista Tiepolo e del figlio Giandomenico, il quale decorò la villa nell’arco di quarant’anni con un intero cilco di affreschi ora esposti al museo di Ca’ Rezzonico a Venezia. Giandomenico lasciò nella sua dimora un importante segno della sua vita, un patrimonio artistico unico e di grandissimo valore.

Mirano oggi conta più di 26 mila abitanti ed è un noto ed attivo centro commerciale con importanti sedi industriali ed artigianali.

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Gen 17 2008

NOBILI SOGGIORNI IN VILLA

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Lentamente senza far rumore una villa in pietra bianca appare nitida nel verde. Non si ode rumore ma un luccichio alla finestra è il segnale di una presenza. Infatti avvicinandosi la residenza appare in tutto il suo splendore e all’interno e facile riconoscere saloni, arazzi, mobili di pregiata fattura.  Questo è ciò che si prova non solo trovandosi davanti a una maestosa villa veneta, di quelle disegnate da Andrea Palladio, ma anche soggiornando in uno dei numerosi alberghi di grande eleganza che le somigliano o che un tempo come Villa Giustinian a Mirano erano residenze nobiliari. Realtà sospese nel tempo

 

Park Hotel Villa Giustinian settecentesca residenza della casata del patriarca Giustinian,  la villa con parco e piscina, perfetta per ogni evento, offre 38 camere e 2 suite con arredi di pregio e molti confort. A 6 Km dalla riviera del brenta, consente di raggiungere Venezia grazie alla capillare linea bus con partenza dall’hotel ogni 20 minuti

www.villagiustinian.com

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Gen 17 2008

LA GASTRONOMIA VENEZIANA tipica

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La cucina tradizionale veneta è una cucina povera di ingredienti ma grazie al buon assortimento e sapienza nel usufruire al meglio ciò che orto , pollaio, barena , canale, si ottengono un ampio insieme di varianti. Una serie di ricette uniche e originali poiché nate dalla fusione tra storia-tradizione e passato.  

Come antipasti troviamo bovoeti  (lumachine) , masanete e moeche (granchi col guscio tenero per la muta)

 

Tra i primi piatti sono famosi : la supa di  tripa (zuppa di trippa), i bigoi in salsa, piatto dei giorni di digiuno secondo il calendario cristiano, gli ingredienti del condimento: cipolle e acciughe

e pasta e fasioi (pasta e fagioli). Enorme varietà di risotti con i piselli, il radicchio, le erbe spontanee come i cartelli o i bruscandoli (luppolo) o ancora coi fegatini o la luganega.. In stagione gnocchi di zucca e sempre il giovedì grasso chiamato zioba gnocoaro i caratteristici gnocchi di patate al ragù di carne.

 

Tra  i secondi piatti di carne si hanno figà alla veneziana(fegato alla Veneziana), anara o gaina col pien (anatra o gallina ripiena) osei scampai (alti tipi di carne preparati come gli uccellini) con la polenta, museto con polenta, poenta e conicio (polenta e coniglio) e un infinità di piatti  dove l’oca fa da padrona.

Tra i secondi di pesce ricordiamo le sarde o sfogi (sogliole) in saor, sepe col tocio (seppie in umido), sepe in  nero, il cui segreto sta nel conservare il sacchettino dell’inchiostro che andrà amalgamato al pomodoro, baccala in umudo , bisato (anguilla) con la polenta, frittura dell’Adriatico.

 

Il tutto accompagnato da un trionfo di verdure come melanzane al funghetto, teghe in tecia(fagiolini in umido) , verze sofegae (cotte  a lungo) , verdure cote (verdure bollite)., bisi (piselli) e patate

 

I dolci più tipici sono:

Frittelle e galani consumati nel periodo di carnevale e poi la pinsa (dolce rustico  con pane raffermo) e crema veneziana fritta.

 Oggi i servizi e le strutture che si occupano di ristorazione nella provincia di Venezia sono davvero numerosi e qualificati: dagli eleganti ristoranti, alle caratteristiche trattorie, fino ai tipici bacari (osterie) che propongono spuncioti, ovvero stuzzichini, golosi e invitanti.

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Gen 17 2008

VILLA FOSCARINI – ROSSI

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Nei pressi di Villa Pisani a Strà sorge la secentesca Villa Foscarini-Rossi, costruita su disegno di Palladio  per diventare la dimora di Marco Foscarini, procuratore di Venezia e futuro doge.

Dieci mila metri quadri di parco fanno da cornice a questa villa dalle purissime linee architettoniche e dagli importanti affreschi.

La villa opita due mostre permanenti: “Calzatura d’Autore” che raccoglie i modelli più curiosi dei cinquant’anni di produzione della Rossimoda, la quale realizza le calzature dei più famosi stilisti di tutto il mondo ed una mostra raccoglie una parte della collezione d’arte  moderna del Sig. Rossi, presidente del Calzaturificio Rossimoda e attuale proprietario di Villa Foscarini.

I saloni della Villa e della Foresteria, oltre ad essere sede mussale, ospitano convegni, meeting, ricevimenti, concerti ed esposizioni.

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Gen 17 2008

VILLA WIDMANN REZZONICO FOSCARI

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Costruita a Mira nei primi anni del ‘700 per volere degli Sceriman, nobile famiglia di origine persiana, questa splendida villa fu abitata per decenni dalla famiglia Widmann. La villa, gioiello del tardo barocco veneziano, divenne grazie a questa famiglia un’accogliente dimora per feste e ricevimenti, ricchi di cibo, musica, ballo e gioco.

Ora la villa è stata ampliata e ristrutturata ed è in grado di ospitare meeting, convegni, mostre e ogni tipo di attività culturale. Il corpo centrale, il portico, il campiello ed il parco sono diventati il luogo ideale per accogliere eventi di ogni genere.

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Gen 17 2008

VILLA FOSCARI, DETTA “LA MALCONTENTA”:

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Progettata da Palladio per i fratelli Foscari e realizzata a metà del ‘500, questa villa concilia motivi classici ad elementi “meno nobili”, tipici della tradizione edilizia lagunare.

 

La villa ha forma cubica e sorge su un alto basamento per separare il suolo umido dal piano nobile.

La Malcontenta, la prima che si incontra venendo da Venezia, è ritenuta una delle più famose ville veneta per le sue splendide proporzioni.

 

Villa Foscari fù abitata fino al 1800 e poi fù abbandonata fino al 1900, quando enti statali e privati cominciarono i lavori di restauro, recuperando parte delle decorazioni e degli affreschi a carattere mitologico presenti all’interno della villa

 

L’interno della villa si può visitare tra il 1° Maggio e il 30 Ottobre, solo il martedì e il sabato in orario 09.00-12.00.

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