Il tradizionale Gioco dell’Oca di Mirano, che si svolge in Piazza Martiri il secondo fine settimana di novembre, ovvero il fine settimana più vicino al giorno di San Martino, giorno in cui tradizionalmente a Mirano si mangiava l’oca per celebrare la chiusura della stagione agraria.
L’idea di reinventare e riadattare il gioco dell’oca alla città di Mirano venne ad un imprenditore miranese verso la fine degli anni 70. Con la preziosa collaborazione del pittore mestrino Carlo Preti creò “Il Zogo de l’oca de Miran”, ovale con 63 caselle e 13 oche, tutto scritto in veneziano e riadattato a luoghi, personaggi e tradizioni miranesi.
Nel 1998 vennè costruito il grande “Zogo de l’oca in piazza”, riportando esattamente l’opera di Preti a misura reale ed altezza umana intorno alla piazza di Mirano.
Il centro storico rivive nei giorni del gioco dell’oca gli anni del fine 800, con animali recintati, stendardi e bandiere, banchi gastronomici, costumi, giochi, saltimbanchi, danze e musiche dell’epoca.
A partecipare al gioco sono le cinque frazioni di Mirano e naturalmente il capoluogo stesso.
Ogni squadra è composta da: un capitano che lancia i dadi, un alfiere che sposta la pedina e 8 giocatori disposti a superare le prove che la casella richiede. La squadra vincitrice si aggiudicherà il premio “Oca dell’anno”, ovvero del denaro da devolvere a suo piacimento in beneficenza.
La grande novità di quest’anno sarà un originale concorso per cantastorie, che non poteva che intitolarsi con un calembour dedicato alla regina della festa: O CHE bellO CAntar le filastrOCcHE. Sabato pomeriggio cinque artisti si sfideranno cantando e raccontando, con maestria e fantasia, storie d’oche. Ognuno di loro avrà a disposizione una postazione del centro storico e replicherà due volte la propria performance, per dare modo a tutti di gustarsi la singolare tenzone.
Il gioco dell’oca è anche un’occasione per gustare, nei vari ristoranti di Mirano, specialità e menù dedicati all’oca.